Le 3 Trappole delle PMI Italiane? Come i CEO Possono Incentivare Comportamenti Virtuosi Per Favorire La Crescita.

Molte PMI italiane sono ad un passo dall’ultimo giro di ballo.

Il problema è nel mercato?

Il problema è nel governo?

Il problema è nella domanda?

O il problema è l’obsolescenza?

Molte piccole imprese, tal volta sopravvissute al primo cambio generazionale, vivono l’ultimo giro di ballo.

Come ti accorgi che è l’ultimo giro di ballo?

Quando l’energia è finita e non ti resta molta forza nelle gambe – scarseggia la liquidità per gli investimenti. Quando gli invitati sono ad un passo dalla porta – il mercato si sta svuotando di clienti e di competitors. Quando i camerieri iniziano a sparecchiare i tavoli  –  si liquidano gli asset non operativi. Quando il maitre della sala inizia a spegnere le luci su una parte della pista – i media ormai non parlano più del settore.

Be questi sono i segnali che un settore è all’ultimo giro di ballo e con lui tutte le sue imprese.

Quali sono gli errori che i CEO, gli executive ed i vari manager devono evitare per assistere all’ultimo giro di ballo?

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E’ semplice lasciare la pista nel momento clou, lasciare la sala al culmine della serata.

Conoscere Per Evitare

In questo articolo scopriremo quali sono i 3 errori,  o meglio le tre trappole, da cui i CEO, gli executive ed i manager devono proteggersi per salvare le proprie aziende dal declino.

Le 3 Trappole delle PMI Italiane? Conoscere Per Evitare.

Le 3 trappole delle PMI sono:

1 Estremo Focus Sulla Produzione

Una delle cause dall’uscita dal mercato di alcune piccole e medie imprese italiane è stato l’eccesso di produzione.

Quando un CEO chiede l’abbattimento dei costi, di solito gli ingegneri di reparto propongono la produzione in scala o di massa. In questo modo si abbattono i costi unitari dei singoli prodotti.

Ma cosa succede quando tutti producono la stessa cosa, con caratteristiche quasi uguali?

Quello che si produce è un mercato di prodotti semi-standardizzati che agli occhi del consumatore non hanno molta differenza.

La variante discriminante in mano al cliente resta la leva prezzo.

In assenza di soluzioni di valore, i consumatori sono orientati dal prezzo. In questo modo più aziende sono orientate a produrre ancora di più a costi più bassi. Questo circolo vizioso porta le aziende ad uscire dal mercato.

Qualche domanda per stimolare il pensiero critico:

  • negli ultimi 3 anni l’andamento dei prezzi dei prodotti o servizi del tuo settore ha seguito un trend crescente o decrescente?
  • il focus degli investimenti sono stati orientati più a rendere gli impianti efficienti o più orientati a garantire un servizio di qualità ai clienti?

Fermati e prenditi il tempo di pensare.

2 Adottano La Strategia Aspetta e Prega

Nei cambi di mercato i ceo ed il management delle piccole imprese, spesso commettono l’errore chiamato “Strategia Aspetta e Prega”.

Che cosa s’intende per strategia “Aspeta e Prega”?

Questa strategia sta nel fatto che quando ci sono cambi di mercato repentini le piccole imprese non sempre riescono ad avere una chiara idea da dove riprendere l’operatività, o di quali oeprazioni limitare o incentivare.  In assenza di un chiaro piano strategico per ripartire, attanagliati dal dubbio e nel timore di sbagliare,  partono con eccessiva cautela, oppure attendono fin quano la direzione non è del tutto chiara. 

In alcuni casi è troppo tardi.

Infatti il ritardo del cambiare marcia non fa altro che aumentare la distanza del terreno da riguadagnare per riallinearsi al trend dei propri competitors.

Diversi sono stati gli studi che hanno dimostrato quanto la capacità di “anticipare, rispondere e adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente sia cruciale per la sopravvivenza delle PMI.”

La capacità di “anticipare, rispondere e adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente sia cruciale per la sopravvivenza delle PMI.”

(Bonvillian, 1997; Decker & Belohlav 1997; Nadler & Shaw 1995)

Qualche domanda per stimolare il pensiero critico:

  • Qual è il numero di sperimenti effettuati all’interno di un anno per lo sviluppo di nuovi mercati o di nuovi prodotti o servizi?
  • Quando è stato l’ultima volta che l’azienda ha inserito nel mercato un’innovazione di prodotto o di servizio?

3 Sabotano L’Innovazione Dall’Interno

Il terzo errore fatale fatto da alcuni manager delle PMI, è quello di mettere a confronto il rendimento derivanti da progetti storici con quelli derivanti da investimenti in fase di “semina”.

Gli investimenti in fase “semina” sono degli investimenti fatti con medio o lungo orizzonte che hanno l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti o servizi non ancora diffusi o richiesti dal mass market o dal cliente medio. Tendono più a focalizzarsi verso i first adopter: i primi clienti disposti ad adottare nuove tecnologie o nuovi prodotti e servizi.

Essendo investimenti che puntano ad una coda del mercato, i progetti tendono all’inizio a generare un basso livello di rendimento, in alcuni casi anche negativo, però spesso questi progetti diventano i cavalli di battagli del domani.

L’errore di mettere a confronto i rendimenti derivanti da progetti passati o attuali ma in mercati maturi con il rendimento derivnate da progetti in mercati emergenti, disincentiva l’allocazione delle risorse verso i processi di sperimentazione innovativi.

Quando un’ impresa smette di sperimentare allora smette di crscere.

Quindi il ruolo dei manager nelle PMI non è solo garantire l’allocazione di risorse sui giusti progetti bensì anche “creare un clima organizzativo che incoraggia la sperimentazione” e lo sviluppo di nuove idee.

Qualche domanda per stimolare il pensiero critico:

  • Le risorse dedicate ai progetti innovativi sono ben distinte da quelli dedicati ai progetti ormai maturi, o capita che durante l’anno una parte delle risorse dei nuovi progetti venga destinata ai vecchi?
  • Negli ultimi 3 anni il budget dedicato allo sviluppo di nuovi prodotti / servizi è aumentato o si è ridotto?

Ben siamo arrivati sin qui.

Complimenti per lo sforzo e grazie per il tempo dedicatomi.

Risorse Take Away

Dall’analisi di diversi casi si è riscontrato che 3 sono le trappole che impediscono alle PMI di tornare a crescere velocemente e sono:

1 Estremo Focus Sulla Produzione. 

Per essere più compettivi si forzano le economie di scala aumentando il livello di output, riducendo il livello di personalizzazione al cliente. Questo allontana il cliente con alte aspettative ed incentiva la distribuzione verso il mercato mass, il quale ha come effetto l’abbattimento del prezzo.

2 Adottano La Strategia Aspetta e Prega

Motle PMI nei cambi di mercato ritardano l’adozinoe di nuove tecnologie e nuovi approcci allargando il gap tra loro e le imprese best in class. In questo modo i competitors che sono avanti tendono a guadagnare più velocemente terreno rispetto a coloro i quali adottano un approccio più conservativo.

3 Sabotano L’Innovazione Dall’Interno

Lo sviluppo di nuovi progetti spesso mette in risalto l’assorbimento di nuove risorse a fronte di flussi di cassa negativi. Spesso si sacrifica l’innovazione, per orientare le risorse ad investimenti maturi tagliando le opzioni di crescita. Da li a breve le aziende hanno difficoltà a crescere in assenza di uno sviluppo di nuovi prodotti o servizi o di nuovi mercati.

Bene ora devi metterti  a lavoro. Fai qualcosa. Fallo ORA.

E ricordati l’unico modo per anticipare il futuro…E’ CREARLO!

Fai un capolavoro. 😉

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